mercoledì 22 aprile 2009

Il Cinema Ambulante arriva nelle tendopoli de L’Aquila

23/06 stadio Acquasanta:

ore 18.00 proiezione di cartone animato x bambini
ore 21.30 proiezione di "cover boy" per gli adulti

sabato 18 aprile 2009

Ghost Busters

L’Aquila, dopo 13 giorni dalla notte che ha stravolto la quotidianità di una popolazione intera, è una città in cui dalle macerie dello spirito e della materia, riemergono le energie da sempre attive nel tessuto cittadino. Sono Associazioni, Laboratori Sociali, Gruppi politici ma anche semplici individui, che prima ancora di pensare a cosa fare, si sono ritrovati a Fare. In linea con le attività, inclinazioni, aspirazioni, passioni, vizi e fantasie che fino a Domenica sera ciascuno innaffiava nel proprio orto della quotidianità. O spesso in maniera del tutto casuale. C’è allora lo studente aquilano di giurisprudenza a Padova che ora distribuisce medicinali alla farmacia del campo di Piazza d’Armi, il consulente fiscale che da Milano offre le sue braccia nei centri di smistamento, c’è l’insegnante precario che non aspetta di scalare nessuna graduatoria per riportare tra i banchi i bambini di Fossa, l’aspirante regista che nel dimenticatoio in cui traballava l’Accademia dell’Immagine di L’Aquila è riuscito a convogliare qui l’attenzione di registi di fama nazionale. Ci sono giovani esperti di politica ed economia internazionale che qui vorrebbero portare l’attenzione della comunità internazionale, il barista che dietro una batteria ritrova il suono di una socialità astemia. Ci sono neo - ingegneri e architetti, che ora più che mai sanno dove far fruttare le proprie competenze tecniche, dove e come ricostruire. Il terremoto che ha fatto implodere le nostre case, i nostri punti di ritrovo, parte della nostra storia centenaria, seppellendo 395 vite, ha fatto esplodere queste energie, dissodando un territorio che oggi più di ieri trema, questa volta di iniziative e proposte. Ieri, per la seconda volta, al parco del Sole si è riunita una piccola parte di questa realtà, nell’intento comune di dare creare un “coordinamento” tra quanti già sono attivi o tra quanti vogliono la rinascita di L’Aquila attorno ai temi della Legalità, dell’Ecosostenibilità, dell’Inclusione Sociale e della Valorizzazione del territorio all’insegna dell’eccellenza, e che con questi obbiettivi hanno voglia di mettersi insieme - come professionisti - per trasformare le istanze in progetti, o semplicemente per diffondere le proprie attività. Ad oggi nel territorio aquilano esistono 114 tendopoli, che cominciano a differenziarsi fortemente, a partire dai bisogni primari (nella tendopoli di Civita di Bagno, per fare solo un esempio, non ci sono ancora i termosifoni nelle tende, in altre manca la connessione internet) per arrivare alle attività in corso (teatro per grandi e bambini, concerti, attività sportive, assistenza psicologica e medica). Il timore è che, alla lunga, ogni campo scivoli nella autoreferenzialità e nell’isolamento, preambolo dell’abbandono. L’idea è allora quella di mettere insieme questa energie, creare un punto di riferimento, un “centro di raccolta e smistamento delle iniziative e dei bisogni”, mettendo in comunicazione fisica e virtuale quanti si stanno dando da fare per portare la nostra comunità fuori dalla paura e dall’impotenza. Perché a chi teme che la nostra città sia morta, torni alla mente che chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.

Qui, la Sera.

Sotto la tenda 6. Sabato sera. C'è chi parte per due giorni e chi chiama annunciando il ritorno, chi è appena arrivato, chi ha passato tutto il giorno qui a smanettare tra le notizie dei TerreMostrati, a lavorare, a immaginare, parlare, discutere e costruire. O anche a fare nulla. C'è quello che oggi è tornato a casa accompagnato dai Vigili del Fuoco per recuperare effetti personali, pezzi di identità e odori conosciuti e quello che stranamente è andato a lavorare. C'è chi consacrando il sabato sera è andato ad un concerto al campo Italtel. Ci sono chiacchere e fumo, pollo fra i denti, freddo e giacche pesanti, mamme che chiamano, occhi lontani, vino e bisogno di vicinanza. Fra poco sarà pronto un caffè caldo, per un calore, almeno, indotto. C'è anche la Protezione Civile. Chè ormai è ovunque e in ogni luogo. Soprattutto dentro. C'è che è sabato sera e quindi il Boss è chiuso.

A tutti una Buona Serata.

Assemblea Pubblica Permanente

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA

19 aprile 2009 ore 15:00

PARCO dell'UNICEF – VIA STRINELLA



La città in questo momento disgregata, divisa tra decine e decine di campi e tendopoli, non è però morta e le persone hanno voglia di riprendere la parola.

Partendo dalla necessità di ricreare un luogo di incontro, una piazza per le cittadine e i cittadini de L'Aquila.

Per offrire un contributo attivo alla ricostruzione del tessuto umano ferito dal sisma, capendone i bisogni e mettendo a disposizione le proprie capacità.

Per creare una rete di comunicazione tra le diverse realtà frammentate sul territorio e fra le persone interessate a partecipare. Iniziando ad immaginare la città che vivremo, con gli occhi ben aperti sui progetti che all'Aquila altri vogliono imporre, praticando partecipazione.


Sono già due gli incontri spontanei che si sono tenuti dopo il sisma e che hanno dato il via alla realizzazione di uno spazio stabile di confronto, di coordinamento, di monitoraggio per la cittadinanza tutta.

L’Assemblea si è organizzata in gruppi di lavoro (tra cui: comunicazione ed informazione, attività socioculturali e ricreative, monitoraggio fondi ed elaborazione di progetti sostenibili etc) al fine di raggiungere obiettivi e rispondere alle diverse esigenze che l’emergenza ha creato e che saranno individuati nel corso delle riunioni dell’Assemblea.

Invitiamo ogni cittadino, senza nessuna distinzione, a sentirsi coinvolto in prima persona nella ricostruzione della città attraverso la partecipazione attiva a questa Assemblea e ai suoi lavori.


per info: 3391932618

giovedì 16 aprile 2009

Per Chiunque Sia Là Qui e Là - Assemblea

Domani, Venerdì 17 Aprile ore 15.oo, appuntamento al Parco del Sole per il secondo incontro de "La Qui La". Aperto a chiunque voglia intervenire. Aperto a chi ha bisogno e voglia di Ripartire da Qui. 

[Per questo, tra la pigrizia di chi si appoggia e il vuoto di chi si crede in vacanza a spese dello Stato, tra la voglia di scappare e quella di tornare, tra chi si fa sciacallo e chi sciacallo lo è sempre stato, ci siamo Noi. Diversi da prima e tramutati in forme nuove dalla continua ridefinizione di confini. Noi siamo. Noi stiamo. Noi gridiamo. Con voci rese roche dal bisogno di tabacco e dalla polvere dei nostri ex appartamenti. Ma il grido, già l’ ho detto, non ha forma e non sa ancora parlarvi. Eppure cammina sulle macerie. E impara a non affondarvi.]

Ricominciamo Da Qui

da "Liberazione" del 16.04.09 
Voglia di tornare protagonisti: "Tocca a noi decidere il futuro"
di Alessandro Tettamanti

Dopo nove giorni da quando il terremoto ha distrutto la città, ieri a L’Aquila ha preso vita dal nulla la prima assemblea cittadina. L’idea in realtà è partita da due ragazzi Mattia e Sara e si è sparsa con ogni mezzo - passaparola, sms, web - attraverso quella che è L’Aquila ora, riconfigurata nei campi.

Ci sono un centinaio di persone di età media tra i 25 e i 35 anni. Sono arrivate da vari accampamenti e anche da fuori città in questo parco chiamato “del sole” situato affianco la Basilica di Collemaggio anch’essa colpita dal sisma e non molto lontano da quella Via XX Settembre che il giorno dopo il terremoto sembrava un teatro di guerra; epicentro delle distruzioni più rilevanti e mortali a ridosso del centro storico. Via, che come tutto il cuore della città ora è blindata, nascosta alla sua cittadinanza per motivi di sicurezza.

Ci sono associazioni e collettivi che già operavano sul territorio  ma soprattutto tante ragazzi e ragazze a prendere parte a questa assemblea che non può non essere anche elaborazione del lutto che si affianca a una strana sensazione di essere clandestini nella propria città.

Sara, una delle organizzatrici, mi dice che è stato necessario dare spiegazioni e negoziare con Croce Rossa e Protezione Civile per incontrarsi in questo parco dove comunque per ora è stata negata la possibilità di montare un gazebo.

Già perché l’intenzione è proprio questa. Creare  un centro di riunione e ri-Creazione, un’ infrastruttura che abbia la funzione sia di grossa bacheca sia di punto di connessione telefonica e  web, per e tra tutti i campi.

Così da riiniziare a potersi muovere, agire, coordinare autonomamente nella propria città di fatto militarizzata dall’emergenza per partecipare alla ricostruzione, dal basso.

Giovanni dell’associazione la ciudad mi dice che da ieri grazie al loro lavoro, nei campi di Piazza d’armi, Centicolella, Acqua Santa e ora di Colelmaggio, è attiva la connessione a internet le cui attrezzature sono state fornite dalla zerocould. Una ditta aquilana ci tiene a specificare.

“Prima di tutto siamo contenti di rivederci – inizia Enrico dello Spazio Libero 51 – siamo qui  perché al di là di chi ci viene ad aiutare, al di là delle ricette confenzionate, noi rialzeremo la testa e ci penseremo noi a rifare la città, che non abbandoneremo”.

“ Siamo finora stati rappresentati come inermi – continua Sara – ma non è vero. Adesso è il tempo di riprendere la parola. Bisogna staccarsi dalla dinamica che se non percorri tutta la scala gerarchica interna ai campi non si può fare niente.  Questa tragedia del terremoto può darci l’opportunità di ricominciare in maniera diversa,  più partecipativa sapendo che nessuno ci darà niente, anzi. Dobbiamo strapparcelo affinché anche quei soggetti prima esclusi ora possano partecipare”

Tra gli altri C’è chi come Claudia propone la costituzione di un comitato con nomi importanti anche a livello mediatico, come quello di Saviano - l’altro giorno in città – che legittimato da una raccolta firme, controlli la ricostruzione: “ per non fare in modo che gente con la valigia piena di carte torni a roma con la stessa valigia piena di soldi. Insomma i veri sciacalli che non ruberanno solo un televisore”.

C’è una certa amarezza in merito alla psicosi dello sciacallaggio. Quel sentimento di solidarietà spontaneamente nato dopo il sisma è stato stroncato dall’allarme lanciato da subito, inverosimilmente già alle 8 di lunedì mattina dal capo di Polizia Manganelli.

“ Va anche sottolineato – dice Luigi da sempre attivo in collettivi di sinistra in città – che moltepersone  sono state salvate nell’immediato dopo terremoto dai propri vicini, amici, semplici persone che hanno iniziato a scavare a mani nude.

“ Dobbiamo spiegare alla protezione civile carabinieri e quant’altro – dice Stefano -   che sono qui per noi, non per braccarci. Devono essere informati che noi siamo qui e ci autoorganizziamo” Ma il terremoto ha amplificato situazioni già gravi in precedenza: “Oggi noi precari di ieri lo siamo due volte- continua Stefano -  Bisogna battere sui diritti, dobbiamo chiedere salario sociale per tutti affinché le famiglie più bisognose possano di fatto continuare a vivere fino alla fine dell’emergenza, non in container ma in case di legno”

L’ipotesi della new-town qui è scartata a prescindere. Quello che esce fuori è la volontà di attivarsi e non rimanere in tempi sospesi come sono quelli di adesso affinché L’Aquila alla fine non diventi una no-town.



da Repubblica.it del 16.04.09 di Giuseppe Ferrante

Tutti i Ragazzi del Parco 

(Foto di Alessandro Tettamanti)
Noi...TerreMOSTRATI