sabato 18 aprile 2009
Ghost Busters
L’Aquila, dopo 13 giorni dalla notte che ha stravolto la quotidianità di una popolazione intera, è una città in cui dalle macerie dello spirito e della materia, riemergono le energie da sempre attive nel tessuto cittadino. Sono Associazioni, Laboratori Sociali, Gruppi politici ma anche semplici individui, che prima ancora di pensare a cosa fare, si sono ritrovati a Fare. In linea con le attività, inclinazioni, aspirazioni, passioni, vizi e fantasie che fino a Domenica sera ciascuno innaffiava nel proprio orto della quotidianità. O spesso in maniera del tutto casuale. C’è allora lo studente aquilano di giurisprudenza a Padova che ora distribuisce medicinali alla farmacia del campo di Piazza d’Armi, il consulente fiscale che da Milano offre le sue braccia nei centri di smistamento, c’è l’insegnante precario che non aspetta di scalare nessuna graduatoria per riportare tra i banchi i bambini di Fossa, l’aspirante regista che nel dimenticatoio in cui traballava l’Accademia dell’Immagine di L’Aquila è riuscito a convogliare qui l’attenzione di registi di fama nazionale. Ci sono giovani esperti di politica ed economia internazionale che qui vorrebbero portare l’attenzione della comunità internazionale, il barista che dietro una batteria ritrova il suono di una socialità astemia. Ci sono neo - ingegneri e architetti, che ora più che mai sanno dove far fruttare le proprie competenze tecniche, dove e come ricostruire. Il terremoto che ha fatto implodere le nostre case, i nostri punti di ritrovo, parte della nostra storia centenaria, seppellendo 395 vite, ha fatto esplodere queste energie, dissodando un territorio che oggi più di ieri trema, questa volta di iniziative e proposte. Ieri, per la seconda volta, al parco del Sole si è riunita una piccola parte di questa realtà, nell’intento comune di dare creare un “coordinamento” tra quanti già sono attivi o tra quanti vogliono la rinascita di L’Aquila attorno ai temi della Legalità, dell’Ecosostenibilità, dell’Inclusione Sociale e della Valorizzazione del territorio all’insegna dell’eccellenza, e che con questi obbiettivi hanno voglia di mettersi insieme - come professionisti - per trasformare le istanze in progetti, o semplicemente per diffondere le proprie attività. Ad oggi nel territorio aquilano esistono 114 tendopoli, che cominciano a differenziarsi fortemente, a partire dai bisogni primari (nella tendopoli di Civita di Bagno, per fare solo un esempio, non ci sono ancora i termosifoni nelle tende, in altre manca la connessione internet) per arrivare alle attività in corso (teatro per grandi e bambini, concerti, attività sportive, assistenza psicologica e medica). Il timore è che, alla lunga, ogni campo scivoli nella autoreferenzialità e nell’isolamento, preambolo dell’abbandono. L’idea è allora quella di mettere insieme questa energie, creare un punto di riferimento, un “centro di raccolta e smistamento delle iniziative e dei bisogni”, mettendo in comunicazione fisica e virtuale quanti si stanno dando da fare per portare la nostra comunità fuori dalla paura e dall’impotenza. Perché a chi teme che la nostra città sia morta, torni alla mente che chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.
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si dice che i morti siano molti di più di quelli che dicono...sai qualcosa?
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